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Posted by on 14 Gen 2013 in social media, visibilità

L’emarginazione social

L’emarginazione social

L’emarginato pubblica post, articoli, immagini. Ma i suoi contenuti non piacciono e nessuno li condivide. Così rimane da solo, ai margini del social network…

Ma dove sono tutti i miei amici? Perché nessuno mi segue?

Ma dove sono tutti i miei amici? Perché nessuno mi segue?

Ultimamente ho letto che Facebook è come un pub e che Twitter è come un cocktail party. E infatti, esattamente come nei pub e nei party, anche nei social network ci sono le persone popolari, circondate sempre da tanti amici, e le persone che finiscono la serata da sole… Come evitare l’emarginazione social delle pagine aziendali?

Scegliete il canale adatto

La prima regola è scegliere canali adatti all’argomento.

Trattate prodotti di largo consumo come biscotti o scarpe oppure vi occupate di turismo? Sarà difficile finire ai margini di Facebook, soprattutto con l’aiuto di immagini accattivanti, video divertenti, sondaggi, giochi, concorsi a premi.

Siete un’azienda che vende ad altre aziende prodotti ad alto contenuto tecnologico? Sempre secondo lo stesso libro LinkedIn è come una fiera di settore. In LinkedIn troverete sicuramente persone interessate agli argomenti più ostici, con le quali condividere le vostre riflessioni a vantaggio della vostra reputazione e professionalità. Via libera ai termini tecnici che tanto vi piacciono e se avete un blog aziendale LinkedIn vi aiuterà a far conoscere i vostri articoli agli addetti ai lavori.

Evitate di fare solo autopromozione

Seconda regola: non pensate sempre e solo a vendere, condividete informazioni utili. I social network non sono monodirezionali come la televisione o i poster. Assomigliano più al telefono che al megafono. Dialogate, ponete domande, rispondete alle critiche. Create una relazione. E se proprio riuscite a fare solo autopromozione e offerte speciali probabilmente è Twitter il canale più adatto al vostro scopo.

Incentivate la condivisione

Ma attenzione, scegliere il canale più adatto ed evitare troppa autopromozione non è sufficiente per scongiurare l’emarginazione social. La terza regola è incentivare la condivisione: fatevi leggere, non dilungatevi, scegliete bene le parole, siate originali, osate e sperimentate.

Abbinate ai vostri post una bella immagine. E presentate personalmente i vostri prodotti e servizi in brevi video da pubblicare sul vostro canale YouTube.

Il libro paragona YouTube a Time Square a Capodanno, pieno di gente che chiede a gran voce attenzione… dunque non illudetevi, difficilmente il vostro video avrà una diffusione virale, ma se lo inserirete anche sul sito istituzionale e lo diffonderete attraverso il network più adatto all’argomento raggiungerà persone molto interessate e potrà fare la differenza al momento più importante che prima o poi arriverà: quello della decisione d’acquisto!

Il libro di cui parlo in questo post è molto interessante e vi consiglio di leggerlo, non solo per le divertenti analogie: Supercharge Your Social Media Strategies. How to Make Money with Social Media: An Insider’s Guide on Using New and Emerging Media to Grow Your Business. Jamie Turner e Reshma Shah.

Un’idea per aumentare il numero dei ‘mi piace’? Nuovi fan con il QR code

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